composta nel 1878...
l'anno prima, Petrolina si era sposato con Antonina Miljukova...
fu un casino, poiché a Petrolina... gli garbava gli uomini!
è un fatto questo che, nello studio di Petrolina, va mantenuto in primissimo piano, come per la sordità di Beethoven...
era omosessuale gloriosamente e pomposamente nel privato: si vestiva da donna, si faceva chiamare Petrolina ecc. ecc., aveva rapporti ripetuti con i suoi amici, chiusi in casa per giorni e giorni, briachi tegoli...
non aveva niente a che vedere con l'immagine dell'omosessualità "platonica" degli intellettuale novecenteschi (tipo Leonard Bernstein o Stephen Sondheim, quelli che dicono di aver provato vera attrazione per un uomo solo a 60 anni)...
però, occhio, tutto questo nel privato...
mentre in pubblio...
paradossalmente... non lo doveva sapere nessuno...
se qualcuno se n'accorgeva, Petrolina prima si faceva prendere da violentissime crisi fobiche, poi si buttava nel primo fiume ghiacciato che trovava... (s'è buttato sia nella Moskova che nella Nevà)...
se a giro, sul treno, per la strada, vedeva sguardi da parte della gente che lui, nel suo cervello, riteneva denigratori, canzonatori e prendenti per il culo, allora scattava la paranoia, la mania di persecuzione, il rinchiudersi in casa...
cosa simile faceva Beethoven, che non sentiva, quindi, appena vedeva negli altri atteggiamenti che lui non poteva supportare con i suoni, allora si immaginava che lo dileggiassero e urlava contro la gente: "cosa avete detto!!!??? ridete di me, vero!!!???"
la differenza è che, se Petrolina prima faceva lo scontroso e poi si buttava a fiume, Beethoven faceva lo scontroso e basta, e nemmeno pochino, proprio davvero picchiava! (sbatteva i quaderni, che usava per far scrivere alla gente quello che gli doveva dire [i famosi "quaderni di conversazione", la primaria fonte della biografia beethoveniana, anche se sono stati stropicciati e strappati dal maldestro e stronzissimo approfittatore Schindler] in faccia alla gente)
l'esistenza di Petrolina era in perenne tensione...
magari si fidava della gente, di alcuni amici, poi cresceva il casino della serie: "ora questo è mio amico... ma se s'accorge che mi garba gli uomini? come faccio?"
e si lasciava andare ai pianti, e poi abbandonava...
se ne andava, triste e disperato...
e portava avanti la convinzione disperata che vere amicizie lui non le poteva avere, poiché aveva questo segreto: l'essere omosessuale...
considerando che Oscar Wilde è morto nel 1900 e Petrolina è morto solo 7 anni prima, le paure e le vergogne di Petrolina erano fuori luogo, poiché diversa gente, nel mondo, era omosessuale felice e contenta...
però neanche Wilde fece una fine carina, dato che la sodomia era reato penale (e in molti posti lo è tuttora)
ma il dramma era sicuramente interiore...
non si sa perché... ma Petrolina si vergognava di essere omosessuale...
e non si dava pace di esserlo, ma di non riuscire a "immaginarsi l'omosessualità"...
paradossalmente la condannava negli altri... e la scongiurava negli altri...
molti i litigi con i suoi fratelli (di cui 2 anche omosessuali) sull'argomento...
e il suo pubblico atteggiamento altezzoso e reazionario, della serie: "voi depravati!"
come se Petrolina fosse imprigionato nell'educazione, in uno smisurato SuperIo, fatto di convenzioni sociali, di religiosità ortodossa, di costrizioni della società e dei luoghi comuni...
come se fosse schiavo del modo in cui l'avessero "programmato" da piccolo...
e sentiva che, purtroppo, lui era diverso da quello che gli avevano insegnato...
e invece di fregarsene e di essere come era, si sentiva cattivo, e aveva paura che tutti si accorgessero che fosse cattivo...
solo con i familiari più intimi riusciva a stare: con la sorella e la famiglia della sorella... nella loro villona a Kamenka (si legge Kàminka), specie d'Estate, gli unici momenti di serenità, senza paranoie né sguardi altrui che lo vedevano...
è a Kamenka che ha concepito
Il Lago dei Cigni, come svago dei bimbi...
il casino è che quando i bimbi sono cresciuti, a Petrolina non sono più piaciuti, perché "troppo consapevoli", come se addirittura la sua adorata famiglia, l'unico rifugio dagli sguardi dileggiatori, fosse essa stessa foriera di tali sguardi... esemplare l'abbandono di Petrolina della nipote Tanja e della sorella, malate...
Petrolina detestava le cose che invecchiavano e si ammalavano, gli facevano paura... e lui, che si vergognava di se stesso, riteneva che a lui sarebbero toccate malattie dolorose e atroci...
e c'è da dire che Petrolina, da piccino, visse tremendamente la morte di colera della amatissima madre...
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il rapporto con le donne, per Petrolina, fu di inquieta amicizia...
prima la ballerina Desirée Artot...
giocavano, ridevano, cigavano...
ma poi, anche con loro, la fobia e la diffidenza: loro, le amiche donne, SAPEVANO che lui era gay!
e quindi il tremendo allontanamento e l'abbandono...
simile il discorso con sua moglie...
Antonina Miljukova...
non era mica bruttissima...
ovvio, però, che fosse scema...
mitomane e innamorata dell'idea di essere la "moglie dell'artista"...
il casino è che con Petrolina trovò terreno fertile...
lo beccò mentre scriveva la scena della lettera dello Evgenij Onegin (leggi Ifghièni Anièghin)...
e Petrolina era un po' come molti teatranti della Val di Cornia, della serie: se succede sulla scena, deve succedere anche davvero... e boia deh...
nel matrimonio con questa mitomane che mostrava di adorarlo estaticamente, che gli diceva che era bravo, che si faceva insegnare a comporre, che adorava qualunque cosa lui facesse e toccasse, Petrolina vide la possibilità di costruirsi una famiglia tradizionale e consolidata, conforme a quel SuperIo che lo opprimeva, in modo che potesse andare in giro senza più trovare quegli sguardi indagatori e dileggiatori che vedevano la sua "cattiveria" interna...
fu, purtroppo, un disastro...
Antonina non era bruttoccia, e era anche di pipata facile!
alla prima notte di nozze saltò addosso a Petrolina, densa di una sessualità naturalistica e vitale... proprio lo voleva trombare!
lì Petrolina si trovò davanti alla sua "cattiveria", che lui cercava di assopire...
scoprì di provare repulsione per quel corpo femminile che gli si offriva...
scoprì di non riuscire neanche a immaginarsi come fare...
né a respingerla, né a fermarla!
una paura fulminante del sesso, lui che con gli uomini gli dava più che mai, con davanti una donna gli veniva da vomitare!
capì che mai avrebbe potuto nascondere definitivamente il suo "male"...
che ormai era del gatto e che tutti si sarebbero accorti della sua "cattiveria"...
si buttò nel solito fiume (stavolta la Moskova - che, in russo, si legge Maskvà) e poi, per tutta la vita, cercò di rimediare a questo matrimonio...
non poteva divorziare, poiché, ovvio, se divorziava tutti avrebbero spettegolato...
tutta la famiglia (stronzissimo fu Modest, il fratello di Petrolina) cercò di liberarsi di Antonina: la pagarono per il resto della sua vita...
e la sua vita fu tristissima... già era scema, e piano piano rincoglionì, per morire in manicomio addirittura nel 1917!
un incubo che distrusse Petrolina...
e, tutto quanto, rifluì nella musica...
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la Quarta Sinfonia è dedicata a quella che manteneva economicamente Petrolina:
Nadez^da von Merck!
brutta come la fame in guerra, con i soldi che gli uscivano dal culo, e con il pallino della musica, di cui però non capiva niente...
manteneva Petrolina e Claude Debussy...
ma Debussy era piccino (più di 30 anni meno della Meck)... mentre Petrolina era lì... con le spallone, bello, bruno...
il dramma è che Petrolina non la voleva vedere, voleva mantenere con lei un rapporto solo epistolare, dirsi magari tutto (tante cose le ha dette solo a lei, manco alla sorella), ma non vedersi...
invece vedersi era un'idea che si ripresentava ciclicamente nella Meck... che attuava espedienti per apparire davanti, di così, a Petrolina...
e siccome i soldi erano della Meck (che ha pagato praticamente tutta la vita di Petrolina, e quanto la cassa chiuse, in Petrolina scattò il solito abbandono... e stavolta non si buttò nel fiume, ma morì direttamente), la Meck, spesso, faceva stare Petrolina in case vicine alle sue...
leggendario quando, a Firenze, nelle villone intorno al Piazzale Michelangelo, Petrolina stava nella depandance, tranquillo e beato (Petrolina è sempre stato benissimo in Italia e a Firenze soprattutto, come testimonia il
Capriccio Italiano), però, si affacciava alla finestra, e vedeva la Meck al cancello! lì che gli faceva le paure!
però, dopo il fattaccio del matrimonio con Antonina, la Meck e Petrolina rinforzarono a bestia il loro rapporto...
la Meck godeva come una matta alla sua folle idea di essere l'unico amore di Petrolina, e Petrolina adorava questo rapporto solo scritto e tutto immaginato, il rapporto vero di amicizia e amore, quello che non prevede contatti fisici che lui non riusciva a controllare, dato che le donne lo facevano vomitare e gli uomini se li voleva tutti trombare!
ed è alla Meck che è dedicata la 4a...
le sinfonie di Petrolina sono pallosette, e non hanno nulla delle Potenza dei balletti, dei poemetti sinfonici e addirittura di alcune opere...
però sono un tesoro della filosofia della musica di Petrolina...
la felicità passionosa e amorosa viene disturbata e distrutta da qualche cosa... dal destino, dal mondo, da boh... e tutto sprofonda nello sconforto...
il primo movimento della 4a comincia con il fato tremendo che tuona oscuro (è sicuramente la sinfonia più oscura insieme alla 6a, la Patetica, e alla fine del primo movimento della Manfred)...
Beethoven è senz'altro il riferimento involontario di Petrolina...
Petrolina sbandierava di odiare Beethoven, ma tutte le cose che diceva di odiare... le copiava a man bassa...
e Beethoven, con l'Ouverture del Coriolano più che con la 5a, sembra essere stato il riferimento dell'inizio della 4a di Petrolina...
profondo ma squillanti ottoni ci aprono ad un paesaggio nero e notturno, fatto di denti aguzzi...
poi, l'atmosfera si stempera in uno dei pezzi più trascinanti di Petrolina: la felicità che arriva e, saltellanto, riesce a librarsi sopra i denti aguzzi del destino oscuro...
anche nel tema della felicità Beethoven è presentissimo, con le aeree volteggiature potentissime e danzanti della 7a...
la felicità è fatta di scoppi contenti e sorridenti e con asimettrie goduriose...
sono due i tempi che vanno avanti nel tema felice...
gli ottoni accompagnano il turbinio degli archi con sapienti ritardi, con pausette e slittamenti di battuta, in modo che archi e ottoni non aderiscano perfettamente, ma che ci sia un secondo di attesa, e poi le esplosioni che continuano anche dopo che gli archi hanno finito...
questo dà al pezzo uno slancio in avanti, un aspetto a balzelloni, un salto alla cavallina che esprime gioia...
ma una gioia lontanissima dagli abbracci festosi dei balletti, quelli dove ci si rincorre e si sta contenti, almeno per un po'...
qui si sente che la felicità è viva, ma che sa che presto finirà...
infatti, se nei balletti, c'è la conclusione trionfale, nella 4a il tema felice non termina in uno scoppio, ma gli scoppi si stemperano, piano piano, verso una lacrima, una forza che si affievolisce inesorabilmente verso la riproposizione del tema del destino, del primo tema, che si produce, nella zona centrale del primo movimento, in uno sviluppo selvaggio e battagliero...
come dire:
fato - felicità - battaglia tra fato e felicità...
il terzo momento del primo movimento è una lotta tra la volontà di felicità e lo sconforto della sconfitta dinanzi ad un fato...
che è la lotta tra la felicità contentosa dell'amore di Petrolina, e il terribile SuperIo, la sua vergogna di essere come era...
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la felicità sempre prevalere, e difatti si ripresenta, ma più breve e meno scattosa...
ma tutto scivola nell'oscurità della perdita...
e si sprofonda nel bottino (con i suoni più oscuri delle sinfonie di Petrolina, che torneranno nel Manfred e nella Patetica)
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il secondo movimento rappresenta una calma comtemplativa...
tutto è mosso da molti cambi di tempo che cercano di rappresentare una placidità interiore, un momento di serenità... come se Petrolina stesse lì a vedere la felicità come affacciato a una finestra, e questo vedere la felicità gli mette una serenità dentro...
è uno dei pezzi più calmi di Petrolina, ma una calma animata e scossa da un emozionato battito cardiaco...
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il terzo movimento è un pizzicato anche abbastanza di così...
il quarto è una corsa divertissement di piatti...
come se la felicità fosse arrivata, però è fracassona, quasi insincera...
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il rapporto con la Meck è sviscerato in questa sinfonia:
siamo contenti finché la Meck non rompe i coglioni...
ma c'è anche la consapevolezza di Petrolina di essere colpevole, che è lui ad avere un atteggiamento distruttivo verso se stesso e verso la Meck...
e la disperazione in cui si sprofonda alla fine del primo movimento, è la tremendezza della contraddizione di Petrolina, schiacciato dalla disperazione di non riuscire ad accettarsi e ad essere quello che è...
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i ritardini e le irregolarità nel tema della felicità del primo movimento sono stati la scuola numero uno per Stravinskij...
e il battito cardiaco emozionale del secondo movimento, così come il virtuosisimo piatti e trombe del terzo, sono stati visti con sommo interesse da Mahler...
trascendendo dai parallelismi biografici di Petrolina, la 4a risulta comunque essere un eccellente rappresentazione di quel qualcosa che lotta per esserci, ma che arriva triste e stanca, con tanta voglia interiore di fare, ma che viene sopraffato dal "niente"...
e deh...
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su Petrolina sono importanti i libri di
ALDO NICASTRO, Studio Tesi (che tanto non lo trovate)
ALEKSANDRA ORLOVA, EDT (che trovate anche bene ma che è pallosissimo e che presenta scarsissimo apparato critico, anche se vale la pena perché trascrive le parole scritte di pugno di Petrolina)
FERRUCCIO TAMMARO, Murzia (che analizza bene le sinfonie, ma che ha un'immagine biografica di Petrolina assolutamente indecente e vecchia come il cucco)
MARIA DELOGU & CLAUDIO CASINI, Bompiani (l'unico più completo)
e sorprendentemente eloquente il film
KEN RUSSELL'S FILM ON TCHAIKOVSKY AND THE MUSIC LOVER
alias
THE MUSIC LOVERS
alia
L'ALTRA FACCIA DELL'AMORE
diretto da Ken Russel nel 1970...
Non è vero che le cose non durano per sempre... siamo noi stronzi che non le facciamo durare per sempre...--
I Know You, I Walked with You Once Upon a Dream...--
You Have To Go On Living - Be Brave. Live. For Me...--
Aibò! Che Schifo! L'HappyMeal sulla Sciarpa del Livorno No per davvero deh...
Boia Non è Veramente Possibile!
O, portamela in lavanderia eh...
Aibò...--
O Quante Vorte T'ho Detto!? 'Un Devi Be' ' Birrini, Macchi 'r Materasso! Budello Cane... De' Sordi!, Boia Deh! [...] E Cchiudila 'sta Retina di Merda, ci picchio li stinchi!, Duro 'ome le Pine Verrdi!!!...--
Let the Sunshine In!... - I am Nothing...
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It won't rain all the time/The sky won't fall forever/And though the night seems long
Your tears won't fall... forever...--
Forgiveness is not something you Deserve... It's something you Need...--
la morte non si sconfigge non morendo; si sconfigge rinascendo... - io non vi credo più... - non vi voglio più bene...--
If you are truly wild at heart, You'll fight for your dreams...
Don't turn away from Love, Sailor...--
Rescue me before I fall into despair!/I send an SOS to the World/I hope that someone gets my/message in a bottle...--
Al Tuo Cuore si Arriva con la Verità - Bianca Come la Luna nell'Oscurità--
Attento a ciò che Desideri... Potresti ottenerlo...--
Accident' all'Elettronica e chi l'ha Creata!...
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Certo per voi cattolici l'è semplice...: O perché qualcuno deve stare bene quando si può sta' tutti male uguale...--
Matavitatau - You Have No Power Over Me...
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Legala al Tavolo, Lobo...
...
Esegui Subito il Mio Ordine!...
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TI INSEGNO IO LA DISCIPLINA!!!
E L'OBEDIENSZA!!!
LEGALA AL TAVOLO!!!
LEGALA AL TAVOLO!!!